FOCUS 2018:

La cultura del falso: dalle illusioni delle rappresentazioni alla post-verità delle immagini tecniche                                                                                                  

La questione della verità, dell’inganno e delle illusioni, che la rappresentazione pone in essere nelle sue molteplici declinazioni, si dimostra un caso sempre vivo che non tende mai ad esaurirsi, ma che semmai trova nuovo e ulteriore alimento nell’attuale panorama della società visuale “post-mediale”. Le nuove immagini o immagini tecniche portano infatti avanti, con rivoluzionari risultati, ciò che le precedenti forme di rappresentazione mettevano in atto, determinando l’imporsi di nuovi interrogativi che in parte ripropongono quanto nel passato era stato espresso, ma che assumono, nella condizione attuale di diffusione capillare del visivo, una nuova forma e un’inedita rilevanza e urgenza. Come osserva infatti Ferraris, il passaggio dalla rivoluzione mediale a quella “documediale”, che i mass media e soprattutto i new media determinano, dà vita al fenomeno della post-verità che si impone come “concetto nuovo e importante” che accoglie in sé un “emergenza”, in quanto definisce “delle caratteristiche essenziali dell’opinione pubblica contemporanea”.

In questo fenomeno attuale si può riconoscere, attraverso un approccio genealogico, una componente già insita nella rappresentazione nel suo statuto più generale, che riguarda il tipo di approccio con il quale l’utente interroga e si confronta con il visuale e che trova nella storia delle arti importanti esempi e riflessioni.

Si pensi infatti all’inganno creato da Parrasio a Zeusi – mediante la creazione dell’immagine di una tenda resa in maniera così realistica da spingere l’artista a chiedere che venisse spostata – che diventa esemplificativo di una modalità di rapporto tra spettatore e rappresentazione che trova nuova espressione con l’accentuazione del realismo dell’immagine tecnica; quella dell’illusione della presenza, del gioco dell’immediatezza e della trasparenza che l’immagine tecnica sviluppa – e che spinge Lotman e Tsvian a paragonare l’inganno percettivo della mosca sulla tela di Hans Holbein all’inganno reso dall’immagine del treno della veduta dei fratelli Lumière – è solo uno degli aspetti che interessa la cultura visuale contemporanea, sebbene però intercetta uno dei cuori del problema: ovvero l’eccesso nella norma della verosimiglianza dell’immagine offerta dai mass media e new media che converte lo spettacolo mediale in espressione documediale, in cui la rappresentazione viene percepita come realtà, per divenire lentamente verità a cui attenersi.

Nella fruizione delle forme di rappresentazione classiche, come scrive Ortega y Gasset, entra sempre in campo la dinamica della farsa (lo spettacolo) e del farsato (lo spettatore), anche in relazione a quella che Coleridge definisce come una “spontanea sospensione della incredulità”; ed è Freedberg ad evidenziare come le reazioni che provoca “un’immagine innaturalmente simile al vero” si basano “sulla sensazione di una realtà viva”. Ma è con le nuove immagini che abbiamo per la prima volta quello che Barthes definisce come “il risveglio dell’intrattabile realtà”, modificando sostanzialmente le nostre reazioni con la rappresentazione e di conseguenza anche con il reale stesso, attraverso la messa in ombra, il sottacere, di quella dinamica della farsa evidenziata dal filosofo spagnolo.

La “fitta e integrale” duplicazione della realtà, infatti, realizzata dalle immagini tecniche, scrivono Horkheimer e Adorno, orienta lo spettatore a “credere che il mondo di fuori non sia che il prolungamento di quello che si viene a conoscere al cinema”, considerando la rappresentazione offerta dalle immagini tecniche, come aggiungerà successivamente Adorno, riferendosi all’immagine televisiva, “come una parte della realtà”, quasi “un duplicato del mondo, che si ritiene corrispondente a quello reale”. Dinamica questa che porta a quella sovrapposizione e confusione tra immagine e reale denunciate e ben analizzate da Debord, secondo il quale, nella società dello spettacolo, “il mondo reale si cambia in semplici immagini [e] le semplici immagini diventano degli esseri reali”. Si determina in questo modo un mutamento dell’esperienza con il reale che, sempre secondo il situazionista francese, viene “mediato dalle immagini”.  Tutti spunti che erano peraltro già stati espressi da Baudrillard attraverso i concetti di “simulacro” e di “morte della realtà”. Ma tutta questa rete di richiami sono ancora validi in un momento di superamento del postmoderno, di “neomodernità” (Mordacci) e di “ritorno del reale” (Foster)?

I media, come evidenzia Carr riprendendo il pensiero di McLuhan, “non sono solo semplici canali per le informazioni”, non forniscono solo “materia al pensiero”, “modellano anche il processo del pensare”. E il pensiero corrente si orienta sempre più all’affidarsi alla realtà proposta dalle immagini tecniche.

Alla domanda circa quanto queste immagini si attengano al reale, Flusser risponde e avverte che “l’oggettività’ delle immagini tecniche” non è altro che “un’illusione”; ma sono nello stesso tempo tali immagini che offrono “momenti di verità”, come analizza Didi-Hubermann, recuperando le parole di Arendt, per mettere così in luce l’importanza di non “domandare troppo o troppo poco all’immagine”.

Il II Convegno Nazionale, organizzato dal Gruppo di ricerca “I linguaggi artistici e le poetiche del Seicento” della Scuola di Lingue e Culture - Facoltà di Studi Classici, Linguistici e della Formazione, in collaborazione con “Scenari. Rivista Semestrale di Filosofia Contemporanea & Nuovi Media” - sezione “Visual Culture Studies” - della casa editrice Mimesis, e con la partecipazione della Scuola di Psicologia e del corso magistrale in Psicologia clinica dell'Ateneo Kore, intende analizzare il fenomeno attuale della società visuale a partire dal quesito di come interrogare le nuove immagini, per ricercare risposte anche attraverso il confronto con i vari linguaggi artistici e le esperienze estetiche del passato e promuovere il dialogo tra approcci di varie discipline - mediologiche, letterarie, cinematografiche, teatrali, estetiche, sociologiche, antropologiche, neurocognitive.

Tema centrale è la cultura del falso delle rappresentazioni analizzato attraverso quell’approccio specifico della visual culture che, come scrive Mirzoeff, interroga “gli eventi visivi in cui il consumatore ricerca informazione, significato, o piacere attraverso un’interfaccia tecnologica visuale”, intendendo per tecnologica visuale ogni tipo di dispositivo “ideato sia per essere osservato sia per aumentare la visione naturale”.

 

 

 

Programma

II CONVEGNO NAZIONALE

LA CULTURA VISUALE DEL XXI SECOLO. CINEMA, TEATRO E NEW MEDIA

La cultura del falso: dalle illusioni delle rappresentazioni alla post-verità delle immagini tecniche

 

 

Lunedi, 26 Febbraio
Auditorium “Jean Monnet”

 

h. 9.30: Saluti istituzionali
Preside della Facoltà degli Studi Classici, Linguistici e della Formazione (UKE)
Giombattista Amenta

 

Direttrice della Scuola di Lingue e Culture (UKE)
Marinella Muscarà
Prevenzione della cultura del falso: scuola e media education

 

h. 10.00: Panel 1

Chair: Andrea Rabbito
Direttore responsabile Scenari - Università degli Studi di Enna “Kore”

 

Roberto Tessari - Università degli Studi di Torino
Il ciarlatano e l’immagine. Un modello storico di ‘cultura del falso’


Fabio Tolledi - Università del Salento
Il teatro della verità e il teatrino della politica. Equivoco e farsa


Antonietta Trinis Messina Fajardo - Università degli Studi di Enna “Kore”
Immagini picaresche nel Guitón Honofre: travestimento o libera riscrittura?

 

h. 11.00 – 11.20: Questions and answers

 

 

h. 11.20: Panel 2

Chair: Antonietta Trinis Messina Fajardo
Presidente corso di laurea Lingue e culture moderne - Università degli Studi di Enna “Kore”

 

Marco De Marinis - Università degli Studi di Bologna
Vero, finto, falso: la scena teatrale fra presenza e rappresentazione

 

Dario Tomasello - Università degli Studi di Messina
Don't believe the hype, just perform! La post-truth dal punto di vista dei Performance Studies

 

Katia Trifirò - Università degli Studi di Messina
Fake performance. Politica e parodia in Italia ai tempi dei social

 

Filippa Ilardo - Associazione Nazionale Critici di Teatro (Sicilia) 
Scena multipla e scatola del reale, tra metafisica e metateatro

 

h. 12.40 – 13.00: Questions and answers

 

 

13.00 – 14.30: Pausa Pranzo

 

 

h. 14.30: Panel 3

Chair: Loredana Trovato
Presidente corso di laurea Lingue per la comunicazione interculturale - Università degli Studi di Enna “Kore”

 

Michele Cometa - Università degli Studi di Palermo
Lineamenti di un'antropologia del falso

 

Chiara Marin - Istituto Universitario Salesiano Venezia (IUSVE)
Falso per falso uguale vero. Certificare l'inganno, da Beltracchi a Hirst
 

Pietro Colletta - Università degli Studi di Enna “Kore”
Invenzione del passato e costruzione dell'identità: falsi documentari e cronachistici a Messina in età umanistica

 

h. 15.30 – 15.50: Questions and answers

 

 

h. 15.50:  Panel 4

Chair: Pietro Colletta
Presidente corso di laurea Lettere - Università degli Studi di Enna “Kore”

 

Gianpiero Vincenzo - Accademia Belle Arti di Catania
La guerra simbolica della comunicazione mediatica

 

Loredana Trovato - Università degli Studi di Enna “Kore”
Falsificare la storia: la rappresentazione del nemico nei giornali di trincea francesi della Prima guerra mondiale

 

Giulia Raciti - Università degli Studi di Palermo
Nostalgia e profanazione del dispositivo in Black Mirror

 

Vincenzo Del Gaudio - Università degli Studi di Salerno
Liveness: presenza, immagine digitale e falsificazione

 

h. 17.10 – 17.30: Questions and answers

 

 

Martedì, 27 Febbraio
Auditorium “Jean Monnet”


h. 9.30: Panel 5

Chair: Giulia Carluccio
Presidente della Consulta Universitaria del Cinema (CUC) - Università degli Studi di Torino

 

Stefania Parigi - Università degli Studi Roma Tre
Anche il falso è obsoleto. L’esperienza di canecapovolto

 

Enrico Carocci - Università degli Studi Roma Tre
Splendore del falso: il fake trailer, o della profanazione

 

Matteo Pollone - Università degli Studi di Torino
Dallo spaghetti western a David Wark Griffith. Quentin Tarantino oltre il postmoderno


Tommaso Di Giulio - Università degli Studi Roma Tre
Belluscone e i suoi fratelli. Franco Maresco e la mise en abyme della finzione

 

h. 15.30 – 15.50:  Questions and answers


 

h. 11.10: Panel 6

Chair: Antonino Pennisi
Direttore del Dipartimento di Scienze cognitive, psicologiche, pedagogiche e degli studi culturali - Università degli Studi di Messina

 

Ruggero Eugeni - Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano
Fake views. Watching bullshits

 

Adriano D’Aloia - Università telematica internazionale UNINETTUNO
Gli inganni dell’empatia. Giornalismo immersivo e disinformazione

 

Simone Arcagni - Università degli Studi di Palermo
L'occhio computazionale tra vero e falso. Una questione di "riontologizzazione"


Damiano Cantone - Direttore responsabile Scenari - Università degli Studi di Trieste
La potenza del falso

 

h. 12.30 – 12.50:  Questions and answers

 

 

13.00 – 14.30: Pausa Pranzo

 

 

h. 14.30: Panel 7

Chair: Alfonso Amendola
Università degli Studi di Salerno

 

Giacomo Manzoli - Università degli Studi di Bologna
I visual studies e la cultura popolare

 

Giulio Lughi - Università degli Studi di Torino
Vedere l'invisibile: per una definizione del falso nei media digitali

 

Anna Bisogno - Università degli Studi Roma Tre
La rete e lo schermo. Osmosi narrativa e dimensione patemica nella diffusione dei contenuti

 

h. 15.30 – 15.50: Questions and answers

 

 

h. 15.50: Panel 8

Chair: Ruggero Eugeni
Vice Presidente CUC -Direttore del Master in “Media relation” e in “Cultural Diplomacy” dell'Alta Scuola in media, comunicazione e spettacolo dell'Università Cattolica del Sacro Cuore - Milano

 

Pierre Della Vigna - Direttore Editoriale Mimesis - Scenari - Università degli Studi dell'Insubria
"Crediamo sempre in ciò che ci fa comodo". Fake news, cliquet e verità

 

Luca Taddio - Direttore Editoriale Mimesis - Scenari - Università degli Studi di Udine
Apparenza e realtà oppure realtà e illusione: osservazioni fenomenologiche

 

Andrea Rabbito - Direttore responsabile Scenari - Università degli Studi di Enna “Kore”
Gli inganni mediali secondo Welles e Morin, ovvero l’evoluzione dell’illusione barocca nella società della cultura visuale contemporanea

 

Pietro Masciullo, Vincenzo Tauriello - Università degli Studi di Roma "Sapienza"
Le verità del fuori campo. Il pictorial turn digitale in Sils Maria di Assayas

 

h. 17.10 – 17.30: Questions and answers

 

 

Mercoledi, 28 Febbraio
Auditorium “Jean Monnet”

 

h. 9.30: Panel 9

Chair: Ugo Pace
Direttore della Scuola di Psicologia - Università degli Studi di Enna “Kore”


Guglielmo Pescatore - Università degli Studi di Bologna
Interpretazione, copia, invenzione: in difesa del falso

 

Stefania Rimini - Università degli Studi di Catania, Alessia Cervini - Università degli Studi di Palermo
Reality, o del paradosso dell'immagine

 

Anna Montebugnoli - Università degli Studi di Bergamo
“Nel mondo reale”. Falsità e finzione nei giochi della realtà aumentata

 

Mattia Cinquegrani - Università degli Studi Roma Tre
L’illusione della morte. Effigi e simulacri nella ritualità funebre

 

h. 10.50 – 11.10: Questions and answers

 

 

h. 11.10: Panel 10

Chair: Adriano Schimmenti
Presidente corso di laurea Psicologia Clinica - Università degli Studi di Enna “Kore”

 

Alfonso Amendola - Università degli Studi di Salerno
Andy Warhol tra cinema e tv o dell’arte dell’illusione

 

Sebastiano Nucera, Marco Centorrino, Alessandra Anastasi - Università degli Studi di Messina, Giuliano Tardivo - Universidad Rey Juan Carlos di Madrid
Media, informazione e conoscenza. Ectogenesi del pregiudizio e falle etologiche

 

Mario Tirino - Università degli Studi di Salerno
Bassa definizione, rappresentazioni della realtà e guerre mediali. Il caso Redacted di Brian De Palma

 

Gabriella Polizzi - Università degli Studi di Enna “Kore”
La violenza sulle donne è un “vero problema”! Strategie di rappresentazione audiovisiva del fenomeno nelle campagne governative di comunicazione sociale

 

Fabio La Mantia - Università degli Studi di Enna “Kore”

Saggio è chi si lascia ingannare. Dalla farsa seicentesca all’inganno propagandistico nordcoreano

 

h. 12.30 – 12.50: Questions and answers

 

13.00: Chiusura lavori